Guida alla dieta Atkins
Guidadiete.com vi offre questa guida gratuita che vi fa scoprire tutto quello che c'è da sapere sulla dieta Atkins, per poter sceglierla come eventuale metodo di controllo della propria alimentazione con consapevolezza e coscienza, evitando rischi per la propria salute e raggiungendo un buon equilibrio del corpo. Questa è solo una guida informativa per capire cosa sia la dieta a zona: qualsiasi scelta va fatta solo dopo aver consultato un medico e/o un dietologo.
Cos'è la dieta Atkins e quali effetti produce.
La dieta Atkins prende il nome dal cardiologo statunitense che negli anni Settanta punta l’attenzione sull’insulina e sui meccanismi che la regolano, cui attribuisce la responsabilità dell’accumulo di grasso.
Il perno della teoria è che il livello dell’insulina deve rimanere costante, non subire alterazioni che inibiscono la costante ‘bruciatura’ dei grassi. E tali alterazioni sono indotte dai carboidrati e dai glucidi che essi contengono.
Le fasi della dieta Atkins sono quattro e si distinguono in base alla quantità di carboidrati assunta giornalmente.
Se l’insulina raggiunge valori alti, stimola la formazione dei grassi, nel senso che ostacola il loro smaltimento e quindi li ‘spinge’ ad accumularsi, a trovare una fissa dimora, per così dire. E allora, se i glicidi presenti nei carboidrati sono nocivi per l’organismo dal punto di vista della linea, perché continuare ad assumerli quando ci sono altre strade che li assicurano e sono meno nocive? Meglio che provengano da uova, pancetta, formaggi, perché sono più facili da smaltire.
A livello pratico, inoltre, se la dieta Atkins elimina dall’alimentazione la pane e la pasta (o comunque li riduce fortemente), tuttavia consente di mangiare alimenti grassi in genere vietati dalle diete, come le uova ad esempio, e inoltre induce una sensazione di sazietà che, abbinata all’aumento di energia dovuto alle proteine, stimola a magiare meno e magari dedicarsi all’attività sportiva grazie alle nuove riserve energetiche.
Come a dire, mangio le cose proibite e mi mantengo in forma.
Va bene, mangio uova e pancetta, ma il colesterolo dove lo mettiamo? E i reni e il fegato passano indenni attraverso questa scorpacciata di proteine?
E siamo sicuri che soli 60 grammi di carboidrati al giorno bastino a soddisfare le richieste dell’organismo? Già solo il cervello ha bisogno di tale quantitativo, e allora l’organismo dove va a prendere gli altri glucidi che gli occorrono come carburante anche per il sistema nervoso centrale?
Secondo Atkins si può rimediare assumendo integratori per compensare la carenza di fibre, di vitamine e di minerali, ma forse è più ragionevole non ridurre drasticamente i carboidrati, anche per evitare spiacevoli sintomi di disagio come la nausea, la stanchezza, la cefalea.
Prima fase
Limite massimo di carboidrati è 20 grammi. Per il resto, le proteine e i grassi non conoscono confini, si possono mangiare in tutte le quantità, forme e varianti, mentre le verdure solo crude, di quelle che contengono pochi glicidi. Quindi no assoluto ai cereali e affini, ai legumi, al latte, allo yogurt.
Seconda fase
Aumenta solo il livello dei carboidrati, da 20 a 40 grammi, mentre il resto rimane invariato.
Terza fase
Limite di carboidrati fermo a 40, ma in compenso fanno il loro ingresso delle new entry: il pane, la frutta e lo yogurt, per quanto in dosi ridotte. E’ comunque un passo in avanti, almeno si può variare un po’ e si rincontrano pane e frutta.
Quarta fase
Si tratta della fase di mantenimento, in cui i carboidrati salgono a 60 grammi e qui rimarranno, non sono previsti ulteriori aumenti. La novità è che pian piano rientrano tutti gli esclusi, come i legumi e la pasta, le patate, tutti i tipi di frutta e verdura. Siamo sempre all’interno di parametri e dosaggi ben definiti, ma l’alimentazione assume un tono più completo, nonostante il quantitativo di carboidrati rimanga sempre sotto rigido controllo.