Guida alle diete a zona

Guidadiete.com vi offre questa guida gratuita che vi fa scoprire tutto quello che c'è da sapere sulla dieta a zona, per poter sceglierla come eventuale metodo di controllo della propria alimentazione con consapevolezza e coscienza, evitando rischi per la propria salute e raggiungendo un buon equilibrio del corpo. Questa è solo una guida informativa per capire cosa sia la dieta a zona: qualsiasi scelta va fatta solo dopo aver consultato un medico e/o un dietologo.

Cos'è la dieta a zona e quali effetti produce.

I principi della dieta

La dieta a zona è stata ‘inventata’ 13 anni fa da Barry Sears. Secondo lo studioso, nell’organismo esistono degli ormoni chiamati eicosanoidi che aiutano a mantenere la forma fisica se supportati da uno stile alimentare corretto. La dieta si basa quindi sul rapporto tra l’alimentazione e gli ormoni, perché la prima influenza i secondi e quindi una combinazione ragionata degli alimenti mantiene gli ormoni all’interno di ‘zone’ ottimali. Da qui il nome: dieta a zona perché sono le ‘zone’ ( i livelli) in cui si mantengono gli alimenti a regolare l’accumulo di grasso e di conseguenza la forma fisica.

La regola è semplice: in ogni pasto, i nutrienti devono rispettare le proporzioni di 40% di grassi, 30% di proteine e 30% di grassi. In questo modo si tengono sotto controllo i livelli dell’insulina e degli eicosanoidi che, in caso di eccessi alimentari, comportano patologie come l’obesità e il diabete.

I pro di questa dieta

Se il livello degli zuccheri è stabile per tutto il giorno, al cervello arriva l’energia in modo continuo e quindi niente cali di concentrazione, niente ‘abbiocchetto’ pomeridiano, niente brama di dolci (provocata da livello troppo alto o altalenante di zuccheri).

I grassi presenti nel tessuto adiposo diventano una fonte di energia che sostiene per l’intera giornata, soprattutto se si svolge attività fisica.

Dimagrimento

Eh si, si dimagrisce perché la ritenzione idrica è ridotta e la massa grassa anche, mentre la massa muscolare aumenta. Secondo le previsioni di Sears, ad una settimana di dieta a zona corrispondono tra 450 e 600 grammi in meno di grasso e 1 kg di ritenzione idrica in meno.

E il grasso eliminato non si ripresenta

Attenzione, i benefici dipendono dalla costanza, quindi attenersi alle regole, non saltare mai i pasti e non trascorrere più di 5 ore senza mangiare, anche solo uno spuntino (notte esclusa).

I contro di questa dieta

Basta fare un confronto con la dieta mediterranea che ha proporzioni ben diverse. A fronte del 40x30x30 della dieta a zona, la mediterranea esibisce un 55-60 (carboidrati) x 25-30 (grassi) x 12-15% (proteine).

La pasta tanto disprezzata non ha un indice glicemico alto e comunque ne esistono varietà con un indice basso per risolvere il problema. Inoltre, l’abbondanza di proteine può essere rischiosa per i reni e per il fegato. E ancora, il pesce azzurro escluso dalla dieta a zona perché ricco di grassi svolge un’importante azione cardiovascolare a cui è un po’ azzardato rinunciare in favore del dimagrimento.

Cosa si mangia

Carne bianca e pesce, frutta e verdura, latticini non molto grassi, olio d’oliva, mandorle e pistacchi in caso di snack. Acqua, non meno di due litri al giorno, fino ad un massimo di tre e mezzo.

Cosa non si mangia

Carboidrati. Non è che vengano del tutto eliminati, ma decisamente ridimensionati perché gli zuccheri che contengono fanno ingrassare. Pane, pasta, pizza, cioccolato vanno assunti in quantità ridotta, con grande moderazione, in quanto i carboidrati fanno aumentare l’insulina che li trasforma in grassi e li lascia ad accumularsi uno sopra l’altro.